L’Italia è pienamente impegnata nel raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione fissati a livello europeo, che prevedono una significativa riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030 (taglio di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990) e il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Questo percorso di transizione energetica è fondamentale non solo per contrastare il cambiamento climatico, ma anche per rafforzare la sicurezza energetica del Paese, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili importati e stimolando l’innovazione tecnologica e la crescita economica verde.
La strategia italiana si basa sui seguenti pilastri fondamentali:
- Aumento della quota di energie rinnovabili: l’obiettivo è incrementare drasticamente la produzione da fotovoltaico, eolico, idroelettrico, geotermico e biomasse;
- Elettrificazione dei consumi: sostituzione dei combustibili fossili con l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili in settori come i trasporti, l’industria e il riscaldamento civile;
- Miglioramento dell’efficienza energetica: riduzione dei consumi energetici in tutti i settori, dall’edilizia all’industria;
- Sviluppo di nuove tecnologie: investimenti in idrogeno verde, sistemi di accumulo, smart grid e cattura della CO2.
In tale contesto, il settore fotovoltaico e quello eolico rivestono oggi un ruolo primario per la loro scalabilità e maturità tecnologica.
L’IMPATTO ACCELERATORE DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PNRR)
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha rappresentato un catalizzatore senza precedenti per gli obiettivi di decarbonizzazione e lo sviluppo delle rinnovabili in Italia.
Come il PNRR ha accelerato i processi:
- Ingenti Investimenti Diretti: Il PNRR ha destinato risorse economiche significative (componente M2C2 – “Energia Rinnovabile, Idrogeno, Rete e Mobilità Sostenibile” in particolare) a progetti specifici per:
- Promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili, sia su larga scala che attraverso investimenti in autoconsumo e comunità energetiche.
- Sviluppare la filiera dell’idrogeno verde, con l’obiettivo di renderlo un vettore energetico chiave nel futuro.
- Potenziare le infrastrutture di rete per accogliere maggiori quote di energia rinnovabile e garantire la stabilità del sistema.
- Stimolare la mobilità sostenibile con l’espansione delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici.
- Riforme e Semplificazioni Normative: Una parte fondamentale del PNRR non sono stati solo i fondi, ma anche l’impegno dell’Italia a introdurre riforme e semplificazioni normative. Molte delle lungaggini burocratiche che hanno rallentato lo sviluppo delle rinnovabili in passato sono state affrontate, ad esempio, con:
- Iter autorizzativi più snelli per nuovi impianti, riducendo i tempi di approvazione.
- Revisione della normativa per favorire l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici e aree industriali dismesse.
- Innovazione e Ricerca: I fondi PNRR hanno anche supportato progetti di ricerca e sviluppo in tecnologie energetiche avanzate, promuovendo l’innovazione nel settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica.
- Aumento della Consapevolezza e Mobilitazione: La visibilità e l’entità degli investimenti del PNRR hanno aumentato la consapevolezza pubblica e l’interesse degli operatori economici verso la transizione energetica, mobilitando risorse e competenze anche al di fuori dei soli fondi pubblici.
“E’ tecnicamente impensabile montare un motore di una Ferrari su una Fiat 500”
Sono trascorsi almeno 15 anni allorché avevo modo di partecipare ad un convegno organizzato dalla società multinazionale ove avevo l’onore di rivestire il ruolo di responsabile commerciale; l’evento trattava il delicato tema della capacità di effettiva interazione della rete elettrica con più impianti FER, della limitata capacità di trasporto del sistema nazionale e necessità di adeguamenti.
COSA SUCCEDE: “DISORDINE DA RAPIDAMENTE ORDINARE”
- Le richieste di connessione: Fondi di investimento, sviluppatori ed EPC hanno inteso il sopra citato apporto di incentivi e capitali a valere sulle misure PNRR come un vero e proprio “Eldorado” per interessante remuneratività dei capitali investiti a medio e lungo termine. Sono decine di migliaia le richieste di connessione alla RTN – Rete di Trasporto Nazionale -, ammontano complessivamente a 349 GW (Figura che segue), di cui la parte preponderante è rappresentata da impianti solari (c.a. 43,5%) e impianti eolici (c.a. 31% on-shore e c.a. 25% off-shore).
Le zone del Sud (in particolare la Regione Puglia) e le Isole (Sicilia e Sardegna), a più alta disponibilità di irraggiamento e vento (risorse energetiche primarie), sono quelle maggiormente interessate da nuove richieste di connessione alla RTN di impianti fotovoltaici ed eolici on-shore con pratiche di connessione per una potenza complessiva di circa 264 GW (76% del totale).
- La RETE DI TRASPORTO NAZIONALE DELL’ELETTRICITA’ va oggi intesa come la Fiat 500: un’emozionante storia che dura da oltre sessant’anni che ha caratterizzato la storia italiana. Primo simbolo della mobilità della classe media, ha trasportato milioni di cittadini dalle città ai luoghi di ferie (quando erano “diverse”, lunghe e dolci).
- Gli adeguamenti della RETE ELETTRICA NAZIONALE hanno naturalmente ricalcato gli stessi tempi di quelli effettuati sulla Fiat 500, o meglio, quelli di un ordinario sviluppo tecnologico.
- La necessità di decarbonizzazione ha trovato TUTTI IMPREPARATI:
- al comparto automotive fatica a trovare una propria identità per difficoltà di adeguamento dei processi produttivi;
- alla pari delle case automobilistiche, anche il gestore della RETE ELETTRICA – TERNA SPA – non poteva ragionevolmente prevedere l’esponenziale impennata delle richieste di connessione di impianti FER e “rincorre a fatica” le nuove richieste del mercato dei capitali. La Rete Elettrica necessita di un’organizzazione zonale per ottimizzare i consumi “a chilometro zero”; in senso più ampio, allorché si intenda produrre energia rinnovabile prevalentemente al sud Italia per soddisfare i consumi (concentrati nel nord e centro italia), è necessario rafforzare e implementare le interconnessioni tra le diverse aree geografiche del Paese.
“La saturazione della rete era matematicamente prevedibile”
ELEMENTI CRITICI PREVISTI
La notevole crescita delle Richieste di Connessione (RdC) da fonte rinnovabile negli ultimi anni si inserisce in un contesto nazionale ed europeo in cui vi è una crescente sensibilizzazione alle tematiche ambientali e di contrasto al climate change che hanno portato gli stati membri alla definizione di strategie per la progressiva decarbonizzazione dei sistemi elettrici nazionali. Nel contesto italiano, il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) stabilisce al 2030 lo sviluppo di circa +65 GW di nuova capacità da fonti rinnovabili (solare ed eolico) rispetto all’installato al 2023 per rispettare gli obiettivi energetici e climatici nazionali.
Ad oggi, gli elementi critici da sorpassare sono:
- Allungamento dei tempi autorizzativi e realizzativi, conseguenti a:
- Congestione amministrativa, dovuta all’elevata numerosità di pratiche sottoposte agli Enti Autorizzanti. La realizzazione di nuove opere che insistono sul territorio richiede l’espletamento di una serie di una serie di procedure amministrative volte a conseguire i necessari titoli autorizzativi dagli Enti. La complessità e la suddivisione normativa tra i vari livelli (nazionale, regionale e locale) possono ulteriormente incidere sul processo.
- Complessità gestionale dei tavoli tecnici: al fine di progettare in modo coordinato opere RTN utili alla connessione di più richieste che insistono sulla stessa porzione di RTN, sottoponendo agli Enti Autorizzanti un unico progetto, Terna convoca dei tavoli tecnici in cui i proponenti individuano una capofila che ha la responsabilità di definire un progetto unico per le opere. Questi tavoli tecnici sono spesso caratterizzati da rallentamenti legati a difficoltà tra i Proponenti di trovare accordi che soddisfino le reciproche esigenze, ovvero al fatto che le capofila individuate possono talvolta non rispettare le aspettative degli altri Proponenti in termini di celerità.
- Potenziale sovradimensionamento delle infrastrutture, conseguente all’attuale modalità di analisi delle richieste di connessione, che prevede un criterio sequenziale di assegnazione delle soluzioni di connessione. Infatti, la valutazione condotta per ciascuna richiesta presuppone che le richieste precedentemente ricevute e analizzate abbiano successo. Tale approccio, utile a predisporre una rete robusta in un contesto in cui le richieste ricevute sono coerenti con gli obiettivi futuri di installato FER, risulta inadatto a garantire l’efficienza della soluzione complessiva in un contesto caratterizzato da richieste di connessione superiori di un ordine di grandezza ai target. Tale rischio comporta potenziali:
- Maggiori costi per la realizzazione delle infrastrutture sia RTN che in capo ai Proponenti;
- Maggiore impatto sul territorio in termini di occupazione del suolo;
- Maggiore complessità autorizzativa.
LA STRATEGIA DI TERNA
- L’ente gestore ha predisposto una strategia per una Programmazione Territoriale Efficiente per gestire al meglio le sfide poste dalla transizione energetica e dei trend crescenti delle richieste di connessione alla RTN. Ciò per adottare soluzioni utili a rendere più efficiente il processo di programmazione delle infrastrutture energetiche e di gestione delle connessioni.
- Tali soluzioni si fondano principalmente su un coordinamento più strutturato tra Terna, le Amministrazioni centrali e le Regioni che permetta l’ottimizzazione delle soluzioni di connessione e una pianificazione più efficiente degli sviluppi di rete. Nel dettaglio, per le finalità di cui sopra, Terna, anche nel dare attuazione alle disposizioni contenute nel D.L. Sicurezza Energetica10 (D.L. 181/2023), ha previsto:
- lo sviluppo e il rilascio del nuovo Portale Digitale TE.R.R.A., caratterizzato da un ampio set informativo definito in coerenza con quanto stabilito dal suddetto D.L. e dal Codice di Rete, quale strumento abilitante per l’attuazione del nuovo Modello. Tali informazioni includono anche la geolocalizzazione delle opere di rete (interventi di sviluppo e soluzioni di connessione), arricchita da una mappatura della vincolistica ambientale e territoriale.
- quantificazione mediante studi e analisi di rete della capacità FER addizionale che potenzialmente può essere integrata nella RTN, anche alla luce degli sviluppi di rete attesi e introducendo un nuovo livello di granularità, definito microzonale;
- identificazione di eventuali vincoli sulle sezioni tra microzone che limitano l’integrazione di nuova capacità FER;
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- adozione di un nuovo Modello di Programmazione Territoriale Efficiente, che si articola nei seguenti step:
- individuazione – sulla base dei vincoli individuati – delle esigenze di programmazione della rete, in stretto coordinamento con le Amministrazioni, intesa come ottimizzazione delle soluzioni di connessione già rilasciate e da rilasciare, prioritizzazione degli investimenti di rete già pianificati, individuazione di nuove potenziali esigenze progettuali;
- implementazione delle azioni di efficientamento individuate. L’applicazione degli step sopra descritti del modello sarà periodica al fine di fattorizzare i continui mutamenti del contesto sia per quanto concerne le richieste di connessione, in termini di numerosità, avanzamento, maturità e innovazioni tecnologiche, sia in relazione alle infrastrutture di trasmissione, alla luce del processo di graduale rinforzo e digitalizzazione della RTN.
“Se gli stanziamenti pubblici per adeguare la rete elettrica nazionale non vanno di pari passo con gli investimenti privati, il corto circuito di sistema è inevitabile”
IL RECENTE INTERVENTO DEL GOVERNO MELONI
- Finalmente, anche se con un paio di anni di ritardo, la politica di accorge che la gestione di tutte le richieste di connessione alla rete di impianti FER sono tecnicamente e finanziariamente insostenibili per la controllata TERNA Spa.
Risalgono a due giorni orsono le prime anticipazioni che riguardano la bozza del DL Energia di prossima emanazione. Tra altri aspetti, si interviene per sbloccare progetti autorizzati e superare l’attuale “saturazione virtuale della Rete di Trasporto Nazionale”.
Sul punto qui trattato, ovvero, la predetta “saturazione virtuale” il governo introduce misure urgenti per liberare la capacità della rete elettrica, oggi impegnata da progetti con scarse possibilità di realizzazione. Le nuove norme, contenute nella bozza di Dl Energia visionata da Energia Oltre, puntano a favorire i progetti solidi e cantierabili, introducendo un cambio di paradigma nell’assegnazione delle connessioni e accelerando così la decarbonizzazione del Paese.
L’iniziativa legislativa prende spunto dall’evidente massiccia e concentrata richiesta di connessioni per impianti a fonti rinnovabili (FER), spesso non seguite da autorizzazioni né dalla realizzazione effettiva degli impianti stessi. Questo meccanismo “tiene potenzialmente impegnata la capacità di connessione della rete”, creando un collo di bottiglia che danneggia i progetti concreti e pronti a partire.
- L’aumento della penetrazione delle fonti rinnovabili è cruciale per raggiungere gli obiettivi climatici e per aumentare l’indipendenza energetica nazionale. Tuttavia, uno degli ostacoli più rilevanti è proprio la saturazione virtuale della rete. Se da un lato questo fenomeno testimonia il forte interesse degli operatori, dall’altro sta causando notevoli ritardi. Il problema è legato all’attuale criterio “sequenziale” con cui Terna assegna le soluzioni di connessione: ogni richiesta viene valutata tenendo conto delle precedenti, presupponendo che tutte avranno successo. In questo modo, la capacità di rete viene “virtualmente” occupata, costringendo i nuovi progetti solidi a sostenere costi elevati e tempi lunghi per la connessione, nonostante molti dei progetti che hanno già opzionato la rete potrebbero non vedere mai la luce. Tale modalità è ormai inadatta a gestire un volume di richieste superiore di un ordine di grandezza rispetto agli obiettivi al 2030.
IL NUOVO APPROCCIO: CAPACITÀ PUBBLICA E CRITERI DI SELEZIONE
Per superare le limitazioni qui trattate, l’articolo 1 del provvedimento introduce un cambio di paradigma:
- Pubblicazione della capacità disponibile (Comma 1): Terna dovrà pubblicare sul portale T.E.R.R.A. la massima capacità da fonti rinnovabili che può essere integrata in ciascuna porzione della rete di trasmissione nazionale, aggiornandola trimestralmente.
- Nuovi criteri di assegnazione (Comma 2): Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, sentita ARERA, definirà le modalità operative e i criteri con cui Terna validerà i progetti e assegnerà definitivamente la capacità, assicurando un dimensionamento coerente con gli obiettivi nazionali ed europei.
LE MODIFICHE ALLA NORMATIVA: SOLUZIONI, NUOVE TARIFFE DI CONNESSIONE E PROCEDURE
La norma apporta significative modifiche al decreto legislativo n. 190 del 2024, introducendo un nuovo articolo 10-bis sulla connessione alla rete:
- Soluzioni “complessive” e “open season” (Art. 10-bis, comma 1): ARERA aggiornerà le condizioni tecniche ed economiche per le connessioni, introducendo soluzioni “complessive” e micro-zonali, da assegnare tramite meccanismi di “open season” (procedure trasparenti e non discriminatorie).
Disposizione transitoria (Art. 10-bis, comma 2): In attesa delle nuove regole, Terna potrà rilasciare soluzioni di connessione anche in eccesso rispetto alla capacità massima, che rimarranno indicative se il progetto non prosegue. - Decadenza delle vecchie soluzioni (Art. 10-bis, comma 3 e 4): Tutte le soluzioni di connessione (STMG) rilasciate per impianti non ancora autorizzati o validati tecnicamente decadranno. Saranno fatte salve quelle per cui, alla stessa data, sia già stato ottenuto un provvedimento favorevole di valutazione di impatto ambientale (VIA).
- Semplificazioni autorizzative (Art. 10-bis, commi 8-11): La progettazione e l’autorizzazione delle opere di rete saranno a cura del gestore (Terna) e non più dei richiedenti, con procedimenti autorizzativi semplificati.
Chi scrive, pur ribadendo la tardività degli intenti legislativi:
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- accoglie con entusiasmo la riorganizzazione del settore utile ad evitare inutili sprechi di tempo e risorse da parte degli investitori, sviluppatori, TERNA e P.A.;
- legge l’aggiornamento delle soluzioni economiche per le connessioni, che di fatto, riparametrerà i costi, come strumento per far si che gli adeguamenti della RTN siano maggiormente a carico degli investitori che intendano realizzare impianti FER. In questo particolare periodo storico, ove gli investimenti in armi o mega-progetti finalizzati al solo consenso elettorale rendono purtroppo difficili gli interventi in altri servizi pubblici o piani industriali, la revisione dei costi di connessione è l’unica strada percorribile affinché “il motore della Ferrari possa essere montato sulla carrozzeria per esso progettata”;
- è certo che tutti gli stakeholders istituzionali adottino soluzioni gestionali informatizzate ed efficienti al fine di accelerare le procedure autorizzative di progetti sostenibili e concreti;
- implementerebbe la piattaforma T.E.R.R.A. di Terna Spa con uno spazio dedicato ad una “pre-autorizzazione di massima” al fine di consentire una reale programmazione finanziaria da parte di banche e/o fondi di investimento che stanno scommettendo sul futuro green del nostro Paese.
“Si pone finalmente fine alla presenza nel settore di soggetti improvvisati che, allorché nasce un nuovo business sostenuto da importanti incentivi statali, ci si buttano puntualmente a capofitto, senza prudenza e adeguata preparazione”
Founder

